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  • Immagine del redattorecristiana soldaini

"S" come senso

Sentire è la facoltà di ricevere impressioni da stimoli esterni o interni.


I sensi sono meccanismi innati, di natura corporea, involontari e vitali e la loro maturazione avviene per la maggior parte durante il periodo fetale. È durante i 9 mesi di vita intra uterina infatti, che il bambino prenatale affina i suoi strumenti per vivere nel mondo che verrà.


Quando parliamo di “sensi” riconosciamo che ne esistono 5: il tatto, l’udito, l’olfatto, il gusto e la vista. Ma ce ne sono altri, “sensi segreti”, la cui scoperta è storicamente arrivata tardi. Sono altrettanto vitali ma poco (ri)conosciuti eppure, la loro mancanza provoca non pochi squilibri al nostro benessere: il senso della propriocezione (il modo in cui il corpo vede se stesso) lavora insieme alla vista e al senso dell’equilibrio (l’apparato vestibolare) e la collaborazione di questi tre sensi da origine al senso del corpo.

Il senso del proprio movimento (cinestesia) si sviluppa simultaneamente al senso del tocco perché grazie alla percezione nasce la motivazione a muoversi per esplorare e per entrare in relazione. L’introcezione rappresenta il senso che ci permette di percepire gli stati interni del corpo (muscoli, scheletro, i visceri, gli organi interni come il cuore, i polmoni e l’intestino); il senso della percezione dei pensieri; il senso del dolore (da non confondere con il sentimento del dolore); la termocezione (che rileva la temperatura interna ed esterna al corpo); la magnetorecezione (la capacità di percepire il campo magnetico terrestre); il senso relazionale che è il meccanismo con cui percepiamo il legame che ci unisce ad altre persone o entità oltre i confini corporei del Sé.

I nostri sensi sono legati tra loro perché lo sviluppo di uno dipende dallo sviluppo degli altri e le loro funzioni sono coordinate e si influenzano reciprocamente per concorrere ad uno sviluppo psico - affettivo sano.

Dalla nascita il cervello del bambino piccolo si sviluppa molto rapidamente e si sviluppa in risposta agli stimoli che provengono dall’ambiente attraverso i sensi. Per dargli la possibilità di “sentire”, di sperimentare il più possibile con tutti i sensi e per incoraggiarli alla ripetizione, gli oggetti offerti dovrebbe essere vari, sia da un punto di vista di materiale che di forma, ma sempre in linea con il loro sviluppo ovvero solo quando il bambino è pronto a ricevere quel tipo di esperienza.



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